Storia

Una residenza dalle antiche radici

Il bed and breakfast riviera di Chiaia sorge in un palazzo confinato dalla Riviera stessa, la salita dell’Arco Mirelli e via delle Fiorentine a Chiaia. è un palazzo sorto nei primi del 1600 e di esso parlano i più importanti storici del Regno di Napoli quali il Celano, il Parino, Fabio Colonna, Benedetto Croce, ed altri.

Il palazzo Mirelli fu costruito ai primi del 1600 dal Duca di Caivano, segretario del Regno. Il disegno fu del Cavaliere Cosimo Fanzago, destinato a divenire il palazzo più splendido della Riviera. Nel 1632, malgrado fosse ancora da finire, fu definito da Gian Vincenzo Imperiali “magnifico sopra tutti” per le statue che vi si adunavano e le decorazioni che vi si facevano.

Il portale è sorretto da due colonne del tempio di Serapide di Pozzuoli. Nei primi anni del 1700 passò in proprietà dei Mirelli, principi di Teora. Essendo morti sia il Duca di Caivano che il suo Figliolo, primi proprietari, il palazzo fu sottratto delle statue bellissime che andarono poi perse. Dell’antico splendore non è rimasto che l’architettura, la scala e gli androni davvero magnifici.

Nel ‘700 vi dimorarono personalità celebri. Il 15 febbraio 1713 vi morì il celebre scrittore inglese Shaftesbury che vi dimorò lungamente e volle che il suo cuore fosse seppellito nel giardino del palazzo. Dimorò e morì nel 1764 Lord Baltimore, cioè Federico Calvert, altro celebre scrittore inglese. Ebbe come ospiti i più illustri personaggi dell’epoca. Ospite del Marchese Nunziante nel 1860, lo zar Alessandro II sposò in un matrimonio morganatico nell’appartamento principesco del primo piano, la cognata del Marchese, Luisa Vulcano, principessa di Dolgoronky.

Nel 1959, il palazzo Mirelli fu dichiarato con un decreto del Ministeri della Pubblica Istruzione di interesse nazionale e trascritto come tale nella Conservatoria dei registri immobiliari.